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PULVIS DUST ALLA RICERCA DELLA CASA PERFETTA

PULVIS DUST ALLA RICERCA DELLA CASA PERFETTA

I Classificato (2013) - XVI Edizione Concorso Narrativa per l'Infanzia

Di nuovo alla porta! Malmenato, strattonato e sbattuto letteralmente fuori! Lui e tutta la sua famiglia! Lui e tutta la sua gente! Dust si guardò attorno e lì, sullo zerbino, diede una mano a tutti i suoi amici a rialzarsi e a ricomporsi!

-E’ successo ancora! – brontolò Dust.

-Succede sempre!. – ribatté Polvo.

-E’ una vita che succede! – li zittì Poussière.

-Non capisco cosa abbiamo che non va. In certe case è impossibile fermarsi più di ventiquattr’ore… Certo, a meno che non ci si rintani in qualche buio angolo di un buio sgabuzzino. Ma che gusto c’è, mi chiedo??

Non finì il suo sfogo che una mano guantata afferrò lo zerbino e, sbattendolo energicamente contro un muro, li mandò di nuovo a gambe all’aria. Una folata di vento dispettoso o provvidenziale, dipende dai punti di vista, li raccolse tutti e li soffiò via, lontano da quella casa inospitale..

Dust Pulvis si abbandonò leggere, lasciandosi trasportare da quell’ondata di aria senza opporre alcuna resistenza. Era una ventosa giornata d’aprile e sarebbe stato da schiocchi tentare di resistere al vento! Chiuse gli occhi e pensò alla sua condizione di granello di polvere, e pensò anche alla condizione della sua grande bistrattata famiglia, la famiglia Pulvis appunto, la famiglia della Polvere.

Gli occhi chiusi e la ninna nanna del vento regalarono a Dust sogni meravigliosi in cui lui e i suoi innumerevoli fratelli e sorelle si impossessavano indisturbati di scaffali e ripiani, libri e suppellettili varie e lì oziavano, ondeggiando di tanto in tanto mossi da un alito o da un fruscio. Non dovevano nascondersi sotto ai letti e ai mobili, ma troneggiavano al centro delle stanze, padroni, finalmente, della scena… Si vide mentre, felice come non mai, diceva a tutti i suoi amici:

-Evviva, abbiamo trovato la nostra casa ideale! Nessuno ci caccerà più, nessun bidone ci aspirerà, nessuna scopa ci colpirà! Qui vivremo da padroni, mai più vittime degli stracci!

-Yuppyyy!!!- fu la risposta corale dei granelli di polvere che danzavano alla luce dei raggi di sole, piroettando prima di posarsi in ogni angolo…

Ma in questo turbinio, il sogno svanì e Dust si ritrovò aggrappato non si sa come alla manica del golfino di una ragazza. Si guardò attorno e salutò con una strizzata d’occhio molti dei suoi amici che vedeva girovagare qua e là.

-Era solo un sogno…. Brontolò fra sé e sé - ….un semplice, misero sogno… Non succederà mai! Siamo destinati ad essere sempre cacciati via, uffa!

Nel frattempo, la ragazza raggiunse la sua abitazione. Entrò scalciando le scarpe in direzione della scarpiera che tutto era fuorchè ordinata!

-Mamma…mamma…sono arrivata!

Dust cercò di sganciarsi dalla manica del golfino per trovare una posizione da cui osservare la casa in cui era capitato. Ci riuscì e si adagiò leggero sopra una rubrica telefonica. Diede un’occhiata intorno e riconobbe un sacco di suoi vecchi amici che da tempo non vedeva più…ù-Ciao Puder è da una vita che non ci si vede…

-Ciao Dust, li trovo in ottima forma!

-Ciao Tolm, anche tu da queste parti…. Bello! Oh Hautsa… anche tu! Quanta bella gente!

Dust era felice di ritrovare volti conosciuti e, guardandosi attorno pensò davvero di aver trovato la sua dimora ideale: libri accatastati su mobili vari, un tappeto dagli sgargianti colori indiani, piante dalle larghe foglie verdi, un gatto acciambellato su un divano stracolmo di cuscini colorati, oggettini di tutti i tipi provenienti da ogni parte del mondo disseminati su scaffali e davanzali…Insomma, davvero il regno della polvere! Sembrava che il suo sogno si stesse per realizzare….

-Mamma…- di nuovo la voce della ragazza che lo aveva portato lì, - dove sono i costumi da bagno? Devo metterli in valigia…

-Sono in qualche cassetto, boh non ricordo quale…. A che ora parte l’aereo?

-Stasera …. Ho ancora un po’ di tempo…

-Sì, ma sbrigati. Ti portiamo tutti in aeroporto…

-Tutti tutti tutti? Vuoi dire anche le mie due sorelle rompi?

-Oh, smettila! Avranno pure il diritto di salutarti anche loro. Te ne stai via quasi sei mesi… E poi approfittiamo anche noi e andiamo a stare dai nonni per tutte le vacanze di Pasqua.

Dust gongolò all’udire questa affermazione: una casa vuota di umani era risaputo che con maggiore probabilità si sarebbe riempita di polvere…. Doveva fare in modo di invitare lì più conoscenti, familiari e amici possibile.

Vide Prach che si crogiolava al sole su di un fiore di orchidea e lo chiamò:

-Ehi…. dalla finestra riesci a veder un po’ dei nostri?

-Oh sì, c’è un po’ di gente…

-Invitali qui… Da stasera la casa sarà tutta per noi e, finalmente, inaugureremo il regno della polvere, la nostra casa perfetta!

-Wow, grandioso!

E Prach, in qualche modo, riuscì a passare parola e quando la famiglia, col gatto in una gabbietta, aprì la porta per uscire, una miriade di granelli di polvere si intrufolarono nell’abitazione, complice una folata di allegro venticello primaverile.

Da quella sera per una lunga settimana la polvere si impossessò di ogni anfratto della casa, si infilò ovunque, anche nella caffettiera! Ma fu proprio allo scadere della settimana che Dust, dondolandosi oziosamente assieme ad altri amici da un quadro all’altro di una parete si accorse che proprio triste non si sentiva per l’imminente fine della loro pace. Sì, certo, erano stati giorni di allegria e spensieratezza, soprattutto i primi quando tutto era ancora da scoprire, ma dopo un po’ avevano cominciato a sentirsi chi insofferente, chi apatico, chi nervoso….tutti comunque decisamente annoiati…. Bastava un nonnulla per innescare lunghe discussioni che avevano l’unico scopo di movimentare le giornate riempiendole. Dust si guardò attorno: i suoi fratelli approfittavano di qualsiasi spiffero anche immaginario per rotolarsi sotto il divano, sotto i tavoli, sotto i letti e poi su per gli scaffali che ormai non avevano più nessun segreto; si sospingevano a vicenda fino in soffitta doveva avevano trovato vecchissimi amici che pensavano svaniti nel nulla, ma poi li vedeva rotolare di nuovo giù per le scale e poi ripartire a frotte e gruppetti sempre più impazienti.

Quando Dust sentì la chiave girare nella serratura sentì un tuffo al cuore (se di cuore si può parlare per un granello di polvere…..)

-Uuuh guardate quanta polvere!. – esclamò la mamma – Sembra siamo rimasti via qualche decennio!!

-Uffa! Questo significa che dobbiamo spolverare e pulire prima di riposarci dal viaggio….-brontolò la sorellina più piccola.

-Dai dai, se ci mettiamo d’impegno nel giro di un’oretta possiamo rilassarci tutti quanti sul divano! – concluse il papà.

Dust si illuminò e come lui molti altri dei suoi amici. Si abbandonò agli stracci che, in mano alla mamma, papà e bambine avevano iniziato ad agitarsi in casa e presto si ritrovò di nuovo fuori dalla porta.

-Evviva! E’ successo ancora1 – esclamò con un certo sollievo.

-Succede sempre – commentò con un pizzico di ironia Polvo.

-E’ una vita che succede! – concluse sorridendo Poussiére e tutti scoppiarono a ridere Dust compreso.

-Che sciocco sono stato! – commentò Dust rivolgendosi ai suoi amici – Quest’avventura mi ha aiutato a cambiare prospettiva…. Noi siamo fatti così : abbiamo bisogno di girovagare e spostarci ricordando con la nostra presenza che il tempo passa… Non siamo mai abbastanza vecchi da non muoverci più: pensate per esempio all’antico Pois che abbiamo ritrovato nel baule in soffitta…è bastata una lieve corrente d’aria per riaccendere in lui la voglia di avventura ed eccolo là che se ne va felice all’aria… Casa nostra è dappertutto! Siamo davvero fortunati!

E si abbandonò leggero e felice alla sferzata d’aria provocata da un’automobile che passava per strada.

Liana Cavallet – Vallada Agordina (BL)